Dove acquistare un cucciolo

Il progetto prevede la selezione dei
cuccioli di mastino abruzzese in base alla loro attitudine
alla tutela del gregge nel caso specifico dell’allevamento
ovino, soggetto in queste aree alla predazione dei grandi
carnivori.
I cuccioli,
nati e cresciuti vicino alle pecore evidenziano
istintivamente una notevole inclinazione alla tutela del
gregge e/o della zona, spazio, giardino, area coltivata,
azienda, della quale si sentono proprietari e tutori.
Questa razza,
docilissima in particolare con i bambini, evidenzia un
carattere estremamente deciso quando dal giuoco si deve
passare allo svolgimento del proprio ruolo di difesa che mai
si è tradotto in problemi relazionali con soggetti che si
avvicinino con rispetto a questi cani e ai loro valori.
L’azienda
seleziona cuccioli dal 1992 e per conto del WWF e della Lega
per l’Ambiente ha selezionato oltre 100 esemplari consegnati
nell’ambito del progetto LIFE "Grandi Carnivori" della U.E.
nei nuovi Parchi Nazionali Abruzzesi e in tutti i principali
Parchi Europei laddove esistano pastori in difficoltà per la
difesa delle proprie greggi dai grandi predatori.
Cenni
storici e qualche curiosità sul cane pastore o "Mastino"
abruzzese emigrante.
Francia:
Metà secolo XVIII
Allorché nel
Gevaudan (oggi Lozere, sub regione montuosa e boschiva sita
nella parte settentrionale della Linguadoca) nel 1765 vi fu
un lupo di notevoli dimensioni, "bête du Geveudan", che
arrecava terrore e morte in particolare alla popolazione di
cervi, fino a rischiarne l’estinzione, e all’uomo
provocandone 14 vittime. Luigi XV, delfino di Francia,
incaricò il suo porta archibugio (capo-caccia) Chevalier
Anthoin di debellare tale flagello. Allora il capo-caccia
del re, riferisce il naturalista Brehm, portò con se dei
cani degli abruzzi i quali lo aiutarono a riportare
vittoria.
Nel "Tratè
Pratique du Chein" A. Gobin, famoso allevatore di segugi e
vero esperto di cani, dice che (… ) " sous Louis XV le
Venerie Royale fut, en grande partie, composèe des
chiens-loups des abruzzes ou matins de Sicile".
I francesi
sono stati e sono tuttora grandi selezionatori e allevatori
di cani da caccia da seguita per piccola e grossa selvaggina
(chiens d’ordre) compreso il lupo. Nonostante ciò il nostro
cane Mastino abruzzese pur non essendo esplicitamente un
cane da caccia nell’ultimo periodo di reggenza di Luigi XV,
riuscì a conquistare la corte di Versailles ed eclissare
persino i famosi segugi francesi discendenti dai cani grigi
di Saint-Louis.
USA:
Seconda metà XX secolo (oggi)
Negli Stati
Uniti d’America durante gli ultimi anni, si è sviluppato
l’allevamento ovino principalmente per la produzione della
lana e della carne; un allevamento facilitato dalla grossa
disponibilità di spazi per il pascolo brado. Questo tipo di
allevamento iniziò a svilupparsi all’inizio di questo secolo
ad opera dei contadini, suscitando le reazioni degli
allevatori che con metodi anche cruenti, talvolta assoldando
banditi,che compivano stragi di pecore, e avvolte trucidando
i contadini stessi, per impedire tale allevamento.
L’intervento del governo con una campagna persuasiva permise
la convivenza pacifica dei due tipi di allevamento (ovino e
bovino). Dopo il secondo conflitto mondiale per una maggiore
richiesta di lana l’allevamento ovino cominciò ad estendersi
coinvolgendo quasi tutti gli stati confederali. In questo
frangente però, comparve un’altra insidia ad ostacolarla: i
predatori.
Il cinema e i
mass-media sotto la pressione del governo federale o spesso
spontaneamente hanno cercato di smorzare le conseguenze
deleterie dovute ad errate azioni, politiche e socio
economiche che potrebbero suscitare malcontento
nell’opinione pubblica, con il rischio di gravi tensioni e
disordine per il paese, creando personaggi simbolo: fra i
tanti Rambo per attenuare i postumi della sconfitta subita
in Vietnam ecc.; Perry Mason per gli errori giudiziari
innumerevoli in quel periodo (da notare che allora in tutti
gli stati vigeva la pena di morte); Wile E. Coyote che nei
cartoni animati celebrava –a sue spese- la vittoria del cane
pastore Bob (bobtaile). Questa politica ha un impatto
positivo nella psiche degli utenti da smorzare eventuali
tensioni. Nel caso di Wile E. Coyote precisiamo che la
realtà era un tantino diversa: infatti nel cartoon, per
essere più reale, Bob doveva servire le pecore a Wile E.
Coyote su un vassoio d’argento condite con mostarda e
Ketckup.
In realtà i
coyote e gli altri predatori se correvano qualche rischio
non era per i cani ma per i lauti, smodati banchetti a base
di carne ovina, infatti accusavano un altissimo tasso di
colestrerolo.
Gli
agricoltori statunitensi proprietari di greggi subivano
danni per circa l’ 8% dei capi di bestiame, (in maggioranza
agnelli) l’anno, per un valore di oltre 50 milioni di
dollari. Così nel 1976 l’Hampshire College del
Massachussetts, ad opera dei coniugi Coppingeti, iniziò il
"Progetto Cani da Bestiame".
Furono
importati cani guardiani di greggi (mastini) dall’Europa e
dall’Asia Minore:Montagna dei Pirenei, Komandor, Kuvasz,
Char- Planinatz, Akabash, e gli italo-franco-austoungarici
(Maremmani occasionalmente chiamati anche
maremmano-abruzzesi) allevati sotto l’egida dell’E.N.C.I.
dagli specialisti allevatori del centro-nord Italia
(compresa la Padania). I risultati furono scarsi in quanto
solo i Char- Planinatz diedero in questa prima
sperimentazione dei risultati accettabili. In riguardo ai
cani dell’E.N.C.I. un contadino texano ebbe a dire " non
bastava ricevere i danni gratuitamente adesso li paghiamo
anche" (e a che prezzi!) Questi preziosi cani figli di
campioni selezionati furono tutti soppressi. In seguito il
professor Raimond Coppinger fu indirizzato in una zona
dell’Italia Meridionale denominata Abruzzo dove l’acrocoro
montuoso è caratterizzato dai monti più alti dell’Appennino
ed è ancora abitata da animali selvatici come il lupo,
l’orso ecc. ed una bestia che cerca malamente di imitare
l’uomo; infatti da millenni ha selezionato ed allevato
insieme ad equini, bovini, suini, caprini e ovini un
cagnaccio biancastro pare direttamente dal lupo. Allora
Coppinger, dopo un’ accurata indagine conoscitiva in
Abruzzo. Importò dei soggetti che stravolsero nettamente
l’andamento negativo della prima importazione. Le perdite di
bestiame allevato ad opera di predatori diminuì
sensibilmente con un risparmio di circa 50 miliardi di lire
l’anno, rendendo da passivo (catastrofico) ad utile
l’allevamento ovino, salvando i contadini economicamente ed
i coyote dal colesterolo. I contadini che allevavano gli
ovini negli USA considerano il 70% dei loro Mastini
abruzzesi dei buoni o eccellenti guardiani. Dal successo USA
alcuni soggetti sono stati introdotti in Patagonia
(Argentina) e in British Columbia (Canada).
Per
rassicurare gli ambientalisti animalisti, i contadini
statunitensi riferiscono che i coyote adesso con la presenza
dei nostri cani tra le pecore, si fermano brevemente a
dovuta distanza dai greggi nostalgicamente sussurrando "Bye
bye my love" tornando poi nelle praterie per una salutare
caccia sportiva.
Norvegia : Ai
giorni nostri (1998)
In Norvegia in
seguito alla ricomparsa dell’orso, proveniente dalla Russia,
sono iniziati i pericoli per gli allevamenti di ovini.
Quindi il governo norvegese per tutelare tale allevamento ha
deciso di importare alcuni cani adibiti alla protezione dei
greggi; affidando ad una azienda pilota due coppie di cani,
furono importati dalla Polonia una coppia di cani dei Tatra
e dall’Abruzzo e precisamente dall’azienda ovina Gregorio
Rotolo di Scanno una coppia di Mastini abruzzesi, tra cui
una femmina gravida.
Il risultato
fu negativo per i cani di Tatra e più che positivo per i
nostri Mastini, a tal che punto che i cuccioli nati, furono
consegnati ad altri allevatori di ovini in tutta la Norvegia
a dimostrazione che " buon sangue non mente".
Che gioia dopo nemmeno un mese
L'espressione
"cane da pastore" richiama alla mente un tipo di cane
utilizzato dall'uomo per condurre gli armenti. Il nostro
cane invece è stato selezionato in zone in cui il problema
dominante era quello di difendere le greggi dai predatori,
tra cui innanzitutto il lupo. Da qui la sua indole di cane
mastino, ossia di difensore del podere (e nella fattispecie
dello stazzo) come spiegherebbe la probabile origine del
nome "mastino" dallo spagnolo mastin che a sua volta
deriverebbe dalle parole celtiche mas (abitazione) e
tuin (guardare).

Sentinella di notte in montagna e...
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... di giorno in campagna
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La sua storia recente
La sua
peculiare attitudine di pastore-mastino era nota da tempo
immemorabile in Abruzzo ma ha ricevuto un'attenzione
internazionale solo quando è stata "riscoperta" da Ray
Coppinger, professore di biologia presso l'Hampshire College
in Amherst, Massachusetts, dopo aver visto un gruppo dei
nostri cani difendere un gregge dall'assalto rabbioso di
alcuni lupi. Era il 1982 ed il prof. Coppinger si trovava
nel Parco Nazionale degli Abruzzi durante una ricerca che
egli stava conducendo, in giro per il mondo, su incarico di
un'associazione di allevatori statunitensi preoccupati dalle
stragi di greggi subite per opera dei coyote. Egli era già
stato in vari altri paesi dove i cani da pastore erano
ancora in attività. In Gran Bretagna aveva constatato che i
famosi collie e bobtail avevano perso le loro attitudini
alla difesa delle greggi non avendo avuto più modo di
incontrare lupi. In Spagna e Portogallo notò che i cani da
pastore avevano sviluppato un carattere prevalentemente "da
compagnia". Aveva studiato anche i grandi cani da pastore
utilizzati in Anatolia e nei Balcani, giungendo alla
conclusione che essi, pur conservando ancora un carattere
molto aggressivo verso tutti i predatori, dimostravano
talvolta la loro ferocia anche nei confronti delle greggi a
loro affidate. L'unico cane che sembrò impersonare le
caratteristiche che egli cercava fu il nostro abruzzese,
soprattutto perché egli ebbe modo di apprezzare
l'intelligente strategia che questi cani sanno impiegare,
con un'azione di gruppo, per difendere il gregge dagli
attacchi dei lupi. Essi infatti più che ingaggiare una lotta
corpo a corpo essi mirano a mettere in fuga i lupi uscendo
improvvisamente allo scoperto dal bel mezzo del gregge, dove
sino all'ultimo riescono a confondersi grazie al loro manto
bianco.

Sempre distinguibile di giorno e...
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... di notte |
La sua "professione"
Esercita la sua "professione" di mastino
più come una vigile sentinella, cui è
affidato un territorio, che come una
assonnato guardiano di una masseria. Più
che grosso e pesante è robusto e
combattivo. A differenza dei tipici cani
da guardia, come i molossi, esso è ben
desto e pronto a spostarsi con agilità
per meglio intercettare l'intruso e
respingerne l'attacco. Il suo manto
bianco permette di distinguerlo nel
buio, onde evitare di colpire il cane al
posto della bestia selvatica o di
qualsiasi altro intruso. Al manto bianco
si contrappone un'intensa pigmentazione
nera del tartufo (naso), delle labbra,
delle palpebre e dei cuscinetti
plantari. Esso inoltre è caratterizzato
da una testa tronco conica, che ricorda
l'orso bianco, con orecchie piccole e
cadenti e da una ricca peluria intorno
al collo. Anche la coda ha pelo molto
folto, per proteggere muso e piedi
durante il sonno. Una caratteristica che
rende felici i fortunati padroni di
questo cane è il suo pelo considerato
"autopulente", perché si libera nel giro
di poco tempo di fango o quant'altro. È
questa una peculiarità che presentano
sin dalla nascita come ebbi modo di
constatare casualmente un giorno: avevo
sentito un cucciolo abbaiare
precocemente e volevo distinguerlo dagli
altri. Cerchiai la sua coda usando un
grosso pennarello di colore nero
indelebile. Il giorno successivo il
segno era scomparso del tutto oppure …
mi avevano sostituito il cucciolo.
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A guardia del gregge dall'alto
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Un carattere ancora integro
Se fosse un
semplice guardiano sarebbe facilmente ingannato dal suo più
frequente avversario, l'astuto lupo. Infatti, ad esempio,
non è raro vedere alcuni lupi di un branco che si avvicinino
sopravvento al gregge per farsi "sentire" ed inseguire dai
cani, mentre i restanti lupi tentano d'intervenire
indisturbati dal lato opposto. Il continuo misurarsi con
tali astuti predatori ha reso il nostro cane molto
diffidente. Assunto il controllo di una proprietà, esso non
consente a nessuno l'ingresso, dimostrandosi poco
distraibile e particolarmente incorruttibile da cibo o
atteggiamenti amichevoli. Oltre che con lupi, il nostro cane
è abituato a confrontarsi anche con orsi, cani randagi,
ladri e finanche aquile reali. Un'attitudine veramente
singolare posseduta dal nostro cane è quella di svolgere il
suo compito deterrente e combattivo con assoluta spontaneità
e senza alcun bisogno di incitamenti o stimoli da parte del
padrone: è un cane naturalmente addestrato a svolgere il suo
lavoro, purché, ovviamente, l'uomo moderno non lo diseduchi
disperdendo o sciupando un così prezioso patrimonio
genetico, selezionato in millenni di duro lavoro.

Niente moine, nemmeno con i padroni
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Attento e circospettoso, sempre
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Allevamento non deviante
Tutti gli allevamenti professionali
dispongono di spazi più o meno ridotti e
comunque di ambienti molto diversi da
quelli naturali, in cui la razza
potrebbe continuare a svilupparsi senza
deviare dalla sua fisiologica
evoluzione. È triste ma è così:
caratteri selezionati in millenni di
duro lavoro sono andati irreparabilmente
persi nel corso di soli cento anni di
allevamento intensivo, cosiddetto
"conforme allo standard". È innegabile
che tale tipo di selezione produce
esemplari spesso bellissimi, ma quanto
utili? Se il fine è quello di produrre
cani d'utilità allora l'allevatore deve
privilegiare la scelta di un ambiente di
sviluppo della specie il più simile
possibile a quello originario. Nel
nostro caso, un serio piano di
allevamento non può fare a meno della
palestra che solo un gregge al pascolo
può offrire. Tuttavia il problema non è
di facile soluzione visto che al nostro
cane viene oggigiorno chiesto di offrire
la sue peculiari prestazioni di
sentinella non solo al servizio di
classiche attività pastorizie ma anche a
difesa di altre proprietà. Da qui l'idea
di pianificare lo sviluppo della razza
di Pastore-Mastino Abruzzese con il
metodo detto a "generazioni alternate",
in piena sintonia con il moderno
approccio alla pastorizia naturale.
Individuata una coppia di genitori
particolarmente capaci di trasmettere
alla prole le proprie straordinarie
"attitudini professionali", questa viene
tenuta al lavoro all'interno di un'ampia
proprietà. Alla nascita di una
cucciolata, secondo i tempi dettati
dalla natura ossia senza ricorrere ad
accoppiamenti forzati, i cuccioli
vengono portati in montagna ad un mese
dallo svezzamento. Qui vengono impiegati
in "servizio permanente effettivo" al
seguito di un normale gregge. Solo i
figli di cani in "servizio", nati
durante il normale lavoro dei genitori,
sono selezionati per costituire una
nuova coppia fattrice da impiegare in
ambiente controllato. Con questa
semplice regola si controlla a
generazioni alterne la scelta dei
soggetti da far accoppiare. In questa
maniera si riesce ad evitare che la
rincorsa di uno standard sostituisca
completamente le leggi dell'evoluzione
naturale. |

Che gioia dopo nemmeno un mese

L'aria salubre è essenziale per avere un
cucciolo così

Tranquillità e pulizia per allattare
bene |
Dove acquistare un
cucciolo
I cuccioli
vanno acquistati presso l'azienda che governa il gregge.
Spesso è possibile ammirare al lavoro qualche fratello più
grande, ottenuto da una precedente cucciolata. Infatti, non
tutti i cuccioli possono essere venduti, essendo comunque
indispensabile provvedere alle necessità del gregge. È
sempre preferibile prenotare i cuccioli perché il metodo di
allevamento adottato non consente una produzione di cuccioli
tanto intensiva da garantire una loro disponibilità costante
durante tutto l'anno.
Potete acquistare i cuccioli presso il Ns
allevamento:Arma Bianca,
contattateci presso i Ns
recapiti

L'ovile ha anche i suoi vantaggi
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Su, sveglia, s'inizia a lavorare
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