|
Storia di una delle più interessanti e fortunate iniziative
agricole su Internet.
La pastorizia scompare ? Difendi la natura: adotta una pecora !!!
Questo è il messaggio lanciato su Internet da Anversa degli
Abruzzi nel cuore di quello che è considerato uno dei più
bei parchi nazionali d'Europa. Rimbalzando da sito a sito, amplificato
dall'eco dei più importanti quotidiani mondiali, da Le Figaro
a The Times fino al più sperduto giornale di provincia è
diventato una delle più interessanti operazioni di marketing
degli ultimi anni.
Le richieste di adozioni a distanza sono giunte numerose, in pochi
giorni, da ogni parte del mondo. Centinaia di persone da più
di 50 paesi diversi si sono impegnate, a versare la cifra non proprio
bassissima di 180 euro pur di assicurarsi la paternità (o
maternità) adottiva di una giovane pecora italiana.
Naturalmente, in cambio della sottoscrizione viene stipulato un
contratto con cui l'azienda che per i prossimi anni si prenderà
cura dell'ovino adottato si impegna a corrispondere al generoso
sottoscrittore parte della produzione annua della pecora consistente
in:
Agnello (della vostra pecora ?) allevato biologicamente che a scelta
potrà essere allevato o conferito per uso alimentare
5 Kg di pecorino di stagionatura e pezzatura a piacere
3 Kg di ricotta fresca oppure 1 Kg di ricotta affumicata al fumo
di ginepro
3 Kg della lana della vostra (!!!) pecora tal quale oppure 1,5 Kg
di lana lavata o trasformata in caldissimi calzettoni da tracking
1 Kg salamelle di tratturo
3 Kg di fertilizzante :-)
Un affare ! Per tutte le parti in gioco è senz'altro un affare.
L'azienda può disporre anticipatamente dei denari necessari
per sviluppare, mantenere e far progredire la propria attività.
Il sottoscrittore si assicura alimenti genuini e prodotti di qualità,
controllati e garantiti. L'ambiente e le attività rurali
vengono salvaguardate ed incentivate. Un' operazione di marketing
perfetta che beneficia tutti i soggetti in gioco.
In realtà, a pensarci bene, non c'è niente di nuovo,
se non il mezzo di comunicazione. Tutto questo si è sempre
fatto, da quando l'uomo ha cominciato a coltivare la terra e ad
allevare il bestiame. Non c'è niente di diverso dal chiedere
al nostro amico allevatore - "tienimi mezza bestia ..."
- il concetto è esattamente lo stesso, da una parte ci fidiamo
della persona che alleva, nutre e cura per un anno e oltre la nostra
"mezza bestia", allo stesso modo ci fidiamo, pur non conoscendolo
di quell'agriturismo che con una stretta di mano telematica si impegna
a seguire e a garantirci l'avvenire della nostra pecora e la genuinità
e la qualità dei prodotti che un giorno arriveranno sulla
nostra tavola.
L'anno appena trascorso verrà ricordato per l'agricoltura
come l'anno della mucca pazza, degli OGM, della globalizzazione
con i suoi tanti pro e altrettanti contro. Ma verrà ricordato
anche come l'anno del mangiar bene della presa di coscienza che
ciò che siamo è prima di tutto ciò che mangiamo,
dello slowfood e di quel Vissani che ci ha fatto, con la sua taglia
e la sua simpatia, scordare diete e linee, almeno fino all'estate
prossima, ...
Bruco.net ha intervistato Manuela Cozzi ideatrice e curatrice dell'iniziativa
Molti giovani si stanno riavvicinando al settore primario, magari
dopo aver studiato ed essersi specializzati. Quali sono secondo
voi le differenze tra questi nuovi imprenditori agricoli e quelli
della generazione precedente ?
Il mercato globale oggi richiede una specializzazione molto più
elevata di quella delle generazioni precedenti, abituate a confrontarsi
in ambiti molto più ristretti. Peraltro i nostri cugini d'oltralpe,
francesi e tedeschi in particolare già da almeno due generazioni
vantano agricoltori con un livello di istruzione più elevato
di quello italiano e almeno a livello di marketing hanno avuto molto
da insegnare, anche se poi problemi quali "mucca pazza"
ci confortano nelle scelte tradizionalistiche locali.
I recenti fatti di cronaca legati al morbo della "vacca pazza"
e il successo di manifestazioni e trasmissioni televisive dedicate
al - mangiar sano - hanno fatto riflettere tutto il mondo agricolo
europeo sulla necessità di garantire le produzioni. Qual'è
la vostra opinione ?
La proposta dell'ADOZIONE DELLA PECORA è stata un'idea proprio
per mettere in contatto il produttore con consumatore il quale deve
avere la possibilità di controllare direttamente le caratteristiche
dell'allevamento, o dell'azienda nella quale si producono gli alimenti
elementi di base per la salute umana. Oggi si spende il 45% del
reddito procapite per il vestiario, il 15% per l'alimentazione!
A nostro avviso si dovrebbe invertire tale tendenza. Comprare meno,
spendere meglio anche se ciò è del tutto controtendenza
agli interessi dell'industria agroalimentare.
Si parla molto di biologico. Secondo voi la chimica, la genetica
e le biotecnologie possono rientrare nell'agricoltura del nuovo
millennio oppure ne vengono escluse come la bestia nera ?
La nostra scelta del biologico è legata alla convinzione
che il sistema ambiente ha un equilibrio delicato e rappresenta
una risorsa inesauribile solo se utilizzato in modo oculato. Tecniche
di agricoltura estensiva soprattutto in certi contesti sono assolutamente
insostituibili. Non vogliamo demonizzare le tecnologie avanzate
ma vorremmo garanzie che i limiti del laboratoio vengano travalicati
solo quando si averrero dati certi per la salute umana e dell'ambiente
in genere.
Quale ruolo avrà Internet per la valorizzazione delle attivtà
legate al settore primario. Che suggerimenti darebbe agli imprenditori
agricoli che volessero percorrere tale strada ?
Internet è sicuramente il futuro soprattutto per le aree
rurali, meno infrastrutturate e fornite di servizi. Anche questo
richiede specializzazione e approfondimento per utilizzarlo nel
migliore dei modi tali supporti. La nostra stessa proposta non avrebbe
avuto la possibilità di sviluppo che ha avuto senza tale
strumento. Siamo stati contattati in 20 giorni da utenti sparsi
in 5 continenti, almeno 50 stati diversi!
http://www.bruco.net/SCRIPT/varticolo.php3?codart=97888676827717403998213a
|