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di Diego Spada e Claudio Castellani
La bufala non dà bidoni e la pecora non è una
caciottara: parola di mammifero sapiens. Bufale campane e
pecore abruzzesi si sono messe assieme in una holding di animali
internettizzati. Affaristi grintosi, pubblicitari spietati,
tra un pascolo e l'altro sfidano a colpi di mouse i Bill Gates
del pianeta.
A Caserta, patria di Taricone, un gruppo di persone, grazie
al bufalino aiuto, si è lanciato nella costruzione
di una e-impresa.
Che funziona.
E che vende.
Mozzarelle di bufala, che vengono consegnate in tutta Europa
nel giro di 24 ore.
"Internet è diventato lo strumento essenziale
per far sì che certe produzioni locali, certe produzioni
tipiche, che affondano le loro radici nella storia, potessero
arrivare a mercati più vasti", conclude Alberto
Iodice, proprietario della Quality-Tools.
Ad Aversa degli Abruzzi, invece, le pecore, più creative
hanno tirato fuori il lupo che è in loro, e lanciando
in rete lo slogan "Difendi la natura, adotta una pecora",
hanno conquistato mercato e preservato la loro terra, centinaia
di chilometri di tratturi e di sentieri, una vera autostrada
di profumi e afrori vecchia quanto l'uomo che rischiava di
scomparire.
"Questa esperienza dimostra come un aspetto di un'economia
che appartiene alla protostoria, come quella della pecora,
abbia dallo strumento di internet il suo più valido
ausilio", ci dice Nunzio Marcelli, allevatore. "E'
come dire che la new economy salva la proto-economy".
Computer e forconi, animali e internet sono il futuro? Non
si sa, ma memori di queste esperienze, se a proporvi un affare
sono bufale silenziose o pecore intraprendenti, anche se l'ufficio
è un recinto e puzzano un pò, rischiate fidatevi!!!
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