CORRIERE DELLA SERA - 19/11/2000 - Pazzi per le pecore su
Internet
Sito
abruzzese conquista gli Usa: " aiutate i pastori, adottate
un animale "
Farkas
Alessandra
DAL NOSTRO
CORRISPONDENTE NEW YORK - Sotto il titolo romantico "Diario
da Anversa degli Abruzzi", il New York Times ieri ha
raccontato una favola italiana, vera, che forse pochi in
Italia conoscono. Alessandra Stanley, corrispondente del
quotidiano a Roma, si è arrampicata tra i dirupi scoscesi di
questo paesino medievale di 290 anime per incontrare Manuela
Cozzi, una intraprendente donna di origine toscana che usa
Internet nella sua crociata per salvare la millenaria
pastorizia abruzzese, oggi in via di estinzione. La
"ricetta" della Cozzi, proprietaria insieme al marito di una
cooperativa biologica di agriturismo, è semplice. In cambio
di 180 euro, la signora offre a chiunque la possibilità di
adottare a distanza una delle sue 1.300 pecore. Il
contratto, che dura un anno ed è rinnovabile, garantisce ai
genitori adottivi la fornitura di lana extravergine (o
calzettoni fatti a mano), 5 chili di pecorino e 4 di
ricotta, oltre naturalmente alla fotografia e "carta di
identità" della bestiola. Ma i meno sentimentali possono
ricevere il loro animale adottivo sotto forma di salsicce e
braciole. L' iniziativa in rete è decollata da una sponda
all'altra dell'Oceano e tra gli americani è scattata la
corsa a "salvare le pecore". "Gl i abruzzesi pascolano le
pecore in questa regione da 2.000 anni - spiega la Cozzi al
Times -. Noi vogliamo che ciò continui per altri 2.000
anni". Ma il suo progetto deve fare i conti con l'
inesorabile fuga dalla terra (i nove decimi della
popolazione locale sono emigrati in città; a gennaio nel
villaggio è nato il primo bimbo negli ultimi 26 anni ) e con
la minaccia di estinzione delle greggi (oggi l' intero
Abruzzo conta soltanto 350 mila pecore, contro gli oltre 3
milioni del periodo antecedente la prima guerra mondiale). A
dare una mano alla Cozzi sono arrivati tre emigranti
macedoni, ai quali ha affidato le greggi mentre lei cura le
adozioni via Internet e che, assicura, "hanno salvato la
fattoria, visto che gli italiani non vogliono più fare i
pastori". Grazie a loro le sue pecore oggi pasteggiano a
bacche di ginepro, finocchio, origano e mentuccia selvatici,
scorrazzando libere come un tempo lungo le falde del Monte
Cocullo. "Incoraggiamo i nostri "genitori" a visitare le
loro pecore, a dormire nella nostra locanda e imparare a
fare la ricotta a mano", spiega lei. Fino a oggi, oltre 100
persone hanno
risposto al suo appello cibernetico. Tra queste c' è anche
il ministro dell'Agricoltura Alfonso Pecoraro Scanio (che ha
ribattezzato la sua pecorella "Medina") e Daniele Romano,
un25enne studente di ingegneria a Bologna, che ne ha
adottate due: Franca (in onore della madre) e Deborah (come
la sorella). Ma la crociata, secondo la Stanley, avrebbe
sollevato anche delle critiche.
Da parte
dell'associazione "Amici dei bambini", secondo cui questo
tipo di adozioni dovrebbe essere riservato agli esseri
umani. E da parte di vegetariani come Luigi Marangoni,
53enne milanese, sconvolto dall'idea che il suo adorato
agnellino possa, un giorno, finire in padella. A. F.