E-COOP - MAGAZINE PER I CONSUMATORI - 11/11/2000 - Volete
prodotti genuini? Adottate una pecora abruzzese su Internet
Il morbo della
Mucca Pazza vi fa paura, non trovate più i cibi genuini di
una volta, vorreste essere sicuri che il vostro maglione sia
di pura lana vergine? La soluzione, grazie a Internet, oggi
c'è : adottate una pecora. Non e' uno scherzo, ma una
serissima iniziativa lanciata da un'allevatrice abruzzese,
Manuela Cozzi. Nel cuore dell'Appennino, immerse nella
natura incontaminata nel Parco nazionale d'Abruzzo vivono le
sue 1.300 pecore, che ora sono pronte per essere date in
adozione attraverso il sito web della sua azienda. Con la
modica cifra di 180 euro si puo' adottare per un anno uno
degli ovini, ricevendo in cambio tutta la produzione
dell'animale, che consiste in 5 chili di formaggio pecorino
(valore di mercato 65 euro), 3 chili di ricotta fresca
(valore 20 euro) o in alternativa 1 chilo di ricotta
affumicata (valore 15 euro), un agnello (valore 90 euro), un
chilo di salamelle di tratturo (valore 18 euro), due chili
di lana merinizzata o un paio di calzini da trekking (valore
3 euro) e due chili di concime organico compostato (valore
16 euro). Insomma, un investimento: a fine anno si portano a
casa prodotti per circa 200 euro.
"L'iniziativa
- spiega Manuela Cozzi - e' stata lanciata perche'
l'allevamento di pecore in Abruzzo e' un'attività in via di
estinzione: e' un lavoro che ormai pochissimi vogliono fare
perché comporta una sorta di isolamento dal resto del mondo.
In qualche modo bisognava risollevare le sorti di questa
attività, e allora abbiamo pensato all'adozione. Anzitutto,
in questo modo viene garantita la qualità dei prodotti che
forniamo al consumatore e si ha la possibilità di ottenere
un aiuto per i nostri animali. E poi e' anche un'operazione
di marketing territoriale, per rilanciare in Italia, ma
anche nel resto del mondo, questa terra che molto spesso
viene sottovalutata: vogliamo compiere anche un'opera di
sensibilizzazione sull'abbandono della montagna e sul
degrado ambientale che colpisce sempre più l'Abruzzo. Se non
si decide di intervenire velocemente, noi allevatori siamo
destinati a fare la fine dei lupi, a scomparire. Ma almeno
loro, nel Parco nazionale d'Abruzzo, sono protetti, noi no...".
NOTIZIA:
http://www.e-coop.it/notizia/notizia/1,2631,0-1-3779,00.html