IL MATTINO - 5/11/2000 - Il ministro Pecoraro Scanio:
"Salviamo il mestiere di pastore"
E ora si
può adottare una pecora
E
poi dicono che i nomi significano nulla. Gli antichi romani,
che erano saggi, sentenziarono: "Nomen omen", cioè il nome è
un presagio. Fedele all’antico motto il ministro
dell’agricoltura Pecoraro Scanio ha aderito, con l’adozione
di Merina, pecora in ottima salute, all’iniziativa di
un’azienda agropastorale di Anversa degli Abruzzi (L’Aquila)
per scongiurare la definitiva scomparsa di uno dei più
antichi mestieri del mondo, quello del pastore. L’adozione
di una pecora a distanza dà diritto ad avere tutta la
produzione annuale dell’animale: 5 chili di formaggio, 3 di
ricotta, 10 di agnello, 4 calzettoni di lana oppure 2
fuseaux per pastore e 5 chili di compost per le piante
prodotto dal letame della pecora.
"Ho fatto solo
un patto", ha precisato Pecoraro Scanio, "che prodotti
consegnati con le 180 euro annue, rinunciavo all’agnello che
deve poter vivere e riprodursi, in cambio di altro
formaggio, la cosa mi è stata consentita e quindi non ci
sono stati ostacoli nel firmare l’adozione. Ho aderito
all’iniziativa per favorire la sopravvivenza di un mestiere
che va scomparendo e nello stesso tempo per avere alcuni
prodotti genuini". Insomma Pecoraro per i pecorai. I soliti
romani avrebbero sentenziato. "Cicero pro domo sua". Oppure,
avrebbero palato di "Rara avis", pardon rara ovis".