LA GAZZETTA DEL MEZZOGIORNO - 7/11/2000 - Aibi: si pensi ai
bimbi
Il ministro
chiede di adottare pecore a distanza: ed è polemica
ROMA
– "Ho sempre sostenuto le adozioni a distanza per i bambini in
difficoltà, ma non credo certo che l’iniziativa dei pastori
abruzzesi che mi è stata proposta e che ho sostenuto con denaro
mio, e non con fondi pubblici possa essere considerata in
contrasto. Se l’associazione amici dei bambini mi proporrà delle
iniziative, le sosterrò con piacere".
Così il ministro
per le politiche agricole Alfonso Pecoraro Scanio replica all’Aibi
che lo ha criticato per aver accettato un’adozione a distanza di
una pecora".
"L’adozione delle
pecore – aggiunge il ministro – serve a sostenere i pastori, che
sono per l’appunto esseri umani". Il ministro dei Verdi precisa
che "i soldi delle adozioni delle pecore proposte dai pastori
vanno ai pastori stessi che non hanno certo una vita agiata. E’
un’azione di aiuto a questi lavoratori in difficoltà che
tutelano il territorio e prevengono disastri e incendi. Non
creiamo contrasti tra categorie già emarginate".
Il sostegno a
distanza è un atto di solidarietà tra esseri umani, aveva
infatti affermato l’Aibi (amici dei bambini). "Non finisce di
stupire la moda dell’adozione a distanza, ormai sminuita nel suo
intrinseco significato – afferma l’organizzazione – ed
utilizzata, anzi sfruttata, per strade, cani, gatti ed adesso
anche per una pecora. Ora anche un ministro, l’onorevole
Pecorario Scanio ha adottato a distanza una pecora: le ha dato
un nome e riceverà notizie aggiornate sullo stato di salute
dell’animale. Il sostegno a distanza è giunto al suo svilimento,
un formidabile strumento di solidarietà è destinato a situazioni
di ogni tipo invece che agli esseri umani. Le istituzioni si
devono prendere cura di importanti realtà, ma non certo è
auspicabile un sostegno a distanza per risolvere problemi di
tutt’altra origine e specie, che restano di competenza e
responsabilità peculiare dello stato".
Ma subito è
arrivata la replica da parte dell’Arpo (associazione produttori
ovicaprini d’Abruzzo): "Certamente l’Aibi si è confusa oppure
l’odio di alcuni italiani verso l’agricoltura e le aree rurali è
dura a morire". E parlano di "polemica pretestuosa lanciata –
precisa il presidente Nunzio Marcelli – contro la nostra
proposta diretta a salvare la pastorizia".