IL MESSAGGERO - 19/11/2000 - Le pecore di Anversa
conquistano l’America
L’adozione a distanza degli ovini finisce sul New York Times
ANVERSA DEGLI
ABRUZZI- Cosa ci fa una giovane imprenditrice agropastorale
abruzzese sulle pagine del celeberrimo New York Times? Si
gode il meritato successo della sua originale iniziativa:
adottate una pecora a distanza, e in tal modo le
consentirete lunga vita, salverete l’antico lavoro del
pastore e ne ricaverete quello che la "vostra" pecora
produrrà, vale a dire ricotta, pecorino, calzettoni di lana
e
quant’altro.
Ne avevamo
scritto tre mesi fa: l’azienda di Manuela Cozzi, la "Porta
dei Parchi" di Anversa degli Abruzzi, affiliata
all’Associazione regionale dei produttori ovocaprini (Arpo,
per essere più concisi) chiedeva a quanti avessero a cuore
le sorti della pastorizia di investire 180 euro all’anno in
questa insolita campagna di
adozione,
anche via Internet. Tre mesi dopo, i "genitori adottivi"
delle pecore di Manuela sono già tanti: non tutti i 1.300
animali dell’azienda che la giovane donna gestisce con il
marito sono stati adottati, ovviamente,ma le cose vanno in
fretta.
Lo stesso
ministro dell’Ambiente, Alfonso Pecoraro Scanio, ha aderito
all’iniziativa ed ha chiamato Medina la "sua" pecora, e "Mrs.Cozzi"
è diventata un personaggio popolare anche Oltreoceano, tanto
che il New York Times ha inviato una giornalista tra i monti
d’Abruzzo per intervistarla. Sono stati intervistati anche
un imprenditore di Milano e uno studente di Bologna che
hanno adottato alcune delle pecore abruzzesi, oltre al
presidente di Euro-Montana, Frank Gaskell, che ha lodato
l’inventiva di "Mrs.Cozzi".
E lei, la
Signora delle Pecore, è diventata l’emblema dell’Anno delle
Montagne promosso dalle Nazioni Unite, il 2002. Complimenti.