NOI
Albanesi in Italia
Pastori
albanesi fortuna d'Abruzzo
Manuela e le
pecore in adozione
ANVERSA DEGLI
ABRUZZI (L'Aquila). "Il merito lo divido con gli
amici albanesi che sono venuti con entusiasmo a lavorare nella
nostra azienda. Senza di loro, lavoratori forti e generosi non
so come avrei fatto". Nessuno ci aveva mai pensato prima
d'ora. Proporre agli amanti degli animali l'adozione di una
pecora. L'idea è venuta a un' intraprendente toscana trapiantata
in questo paesino sui monti dell'Abruzzo. E così Manuela Cozzi
si è ritrovata tra le mani un insperato business. La sua
cooperativa Asca sta raccogliendo ordini da tutto il mondo, dopo
che al suo singolare caso si sono interessati il quotidiano
New York Times e la tv via cavo Cnn il 18 novembre
scorso. Questa è una storia di amore per la natura, semplici
affetti e buoni sentimenti che mostra l'altro volto
dell'immigrazione in Italia. "I monti dell'Abruzzo - racconta
Manuela - stanno letteralmente morendo perchè i giovani
preferiscono gli agi della città e della pianura e gli alpeggi
vengono abbandonati uno dopo l'altro.
L'allevamento
delle pecore, che era una delle risorse di questa regione, si
sta ridimensionando per la mancanza di braccia. Alla vigilia
della prima guerra mondiale in Abruzzo si allevavano 3 milioni
di pecore e capre adesso si sono ridotte a 350 mila. Allora, mio
marito e io abbiamo deciso di andare contro corrente. Se tutti
lasciano la montagna, ci siamo detti, ci andiamo noi. E in
questo villaggio sperduto abbiamo costituito una cooperativa per
allevare le pecore e un'azienda di agriturismo".
Ad Anversa degli
Abruzzi, un insediamento molto antico, la gente alleva pecore di
duemila anni. "E noi - dice con orgoglio Manuela Cozzi -
vogliamo fare in modo che questa attività continui per altri
duemila". La cooperativa possiede 1.300 pecore ed é una delle
ditte facenti parte della locale associazione degli allevatori,
con un patrimonio complessivo di 40.000 capi ovini. "Ci siamo
però trovati di fronte ad un ostacolo insormontabile. Le pecore
c'erano ma i pastori no. Nessun giovane abruzzese voleva salire
fin quassù a praticare un'attività per gente forte, che ama la
natura incontaminata, ha braccia forti e non soffrono di
nostalgia della città tecnologica. La fortuna ha voluto che
siano arrivati da questa parte degli immigrati albanesi. Ragazzi
tosti pieni di buona volontà sbarcati in Puglia dai gommoni e
desiderosi di farsi una vita nuova. Ne abbiamo ingaggiati
cinque, e ora sono diventati le colonne della nostra azienda".
La cooperativa Asca, da quando la notizia è uscita sui media
americani, ha ricevuto centinaia di ordini. Lo slogan 'Adotta
una pecora come amica' ha colto nel segno.
Telefonano o
mandano richieste via Intemet studenti di Bologna e manager di
Boston, sono spuntati anche gli universali turisti giapponesi a,
quanti sono tornati nel paese dal Sol Levante, hanno cominciato
a fioccare gli ordini anche di la. L'adozione di una pecora
costa 180 euro. "Noi pensavamo esclusivamente al discorso
commerciale: offrire un pacchetto tutto compreso dei prodotti di
una pecora, dalla carne alla lana. Il vantaggio è evidente,
visto che il valore dei prodotti si aggira sulle 230 euro . La
sorpresa è stata ricevere prenotazioni dagli Stati Uniti di
gente che ci mandava a dire: "Io la pecora la adotto perché mi
faccia compagnia, mica per mangiarmela"
Cozzi, il marito e
i loro amici pastori albanesi si ritrovano la sera attorno al
fuoco a mangiare e bere ringraziando Dio per la fortuna che è
capitata loro.