IL SECOLO XIX - 5/11/2000 - E il ministro adotta una
pecora
La curiosa
iniziativa è partita dall’Abruzzo: con 180 euro all’anno si
ricevono formaggio, calze di lana e un agnello
Pecoraro
Scanio: salvo un mestiere e ho prodotti genuini
Villetta
Barrea (L’Aquila) – E’ il ministro dell’Agricoltura
Pecorario Scanio il primo nome illustre ad avere aderito,
con l’adozione di Medina, pecora in ottima salute,
all’iniziativa di un’azienda agropastorale di Anversa degli
Abruzzi (L’Aquila) per scongiurare la definitiva scomparsa
di uno dei più antichi mestieri del mondo, quello del
pastore.
L’adozione di
una pecora a distanza dà diritto ad avere tutta la
produzione annuale dell’animale: 5 chilogrammi di formaggio,
3 di ricotta, 10 di agnello, 4 calzettoni di lana oppure 2
fuseaux per pastore e 5 chilogrammi di compost per le piante
prodotto dal letame della pecora.
"Ha fatto solo
un patto – ha precisato Pecorario Scanio – che dei prodotti
consegnati, con le 180 euro annue, rinunciavo all’agnello
che deve poter vivere e riprodursi, in cambio di altro
formaggio; la cosa mi è stata consentita e quindi non ci
sono stati ostacoli nel firmare l’adozione".
L’annuncio
dell’avvenuta adozione a distanza il ministro lo ha dato in
videoconferenza, non potendo raggiungere in elicottero,a
causa del maltempo, Villetta Barrea (L’Aquila), nel Parco
Nazionale d’Abruzzo, dove è in corso da giovedì un seminario
dei Verdi sulle aree protette.
"Ho aderito
all’iniziativa per favorire la sopravvivevnza di un mestiere
che va scomparendo e nello stesso tempo per avere alcuni
prodotti genuini". "A questo punto spero – ha aggiunto il
ministro – che già al termine di questo convegno ci siano
altre persone che vogliono aderire all’iniziativa
dell’adozione – magari anche Sauro Turroni (Presidente
Commissione Ambiente alla Camera, presente al seminario dei
Verdi), anche se lui è un po’ più carnivoro di me e potrebbe
scegliere l’offerta tradizionale con l’agnello".
Al termine
delle tre giorni di Villetta Barrea, i Verdi hanno stilato
una mozione finale che prevede l’obiettivo politico del
raggiungimento del 20% del territorio protetto, che esplica
negli attuali 3 milioni di ettari di Parchi già istituiti
cui si aggiungono 500.000 ettari di aree contigue e di nuove
aree protette, il milione e mezzo di ettari di Siti di
Importanza Comunitaria e Zone di Protezione Speciale e il
milione e mezzo di aree di tutela fluviale.
Nella stessa
mozione, i Verdi si impegnano per la realizzazione di tre
delle più importanti aree protette che ancora mancano
all’appello: il Parco nazionale del Delta del Po ed il
santuario dei Cetacei nel mare Ligure provenzale,
annunciando l’organizzazione di tre nuove iniziative in
favore di questi grandi parchi per favorirne l’istituzione.